
Maltempo nel Centro Italia: piogge persistenti e criticità idrauliche su Roma e provincia di Latina
L’ondata di maltempo che sta interessando il Centro Italia ha prodotto effetti particolarmente rilevanti sia su Roma sia sul territorio della Latina, mettendo in evidenza la vulnerabilità idraulica di contesti territoriali diversi ma accomunati da una forte esposizione ai fenomeni di pioggia persistente.
Nel territorio urbano di Roma, dalle ore 00:01 del 1° gennaio 2026 alle ore 18:00 del 6 gennaio, in poco meno di sei giorni, sono caduti circa 130 mm di pioggia, a fronte di una media degli ultimi sei anni (2020–2025) per l’intero mese di gennaio pari a soli 56,6 mm. In pratica, in sei giorni è caduta più del doppio della pioggia che mediamente cade in tutto il mese di gennaio.
Questi sei giorni di gennaio si sommano ad altri cinque giorni piovosi del mese di dicembre 2025 (16, 19, 23, 24 e 25 dicembre), durante i quali sono caduti complessivamente 97 mm di pioggia. Nel complesso, nei nove giorni di pioggia verificatisi nell’arco di 22 giorni solari (dal 16 dicembre al 6 gennaio) sono caduti 227 mm di precipitazione, pari a circa il 41% della pioggia media annua registrata a Roma negli ultimi sei anni, che si attesta su 547 mm.
Questo quantitativo risulta superiore di oltre il 50% alla pioggia che mediamente cade nel primo trimestre dell’anno (gennaio–marzo), pari a circa 150 mm come media del periodo 2020–2025.
Gli effetti idrologici sono evidenti: alle 19:00 il livello del Tevere a Ripetta ha raggiunto 7,94 m (8,38 m s.l.m.), con una portata di 540,49 m³/s. Il picco di piena era stato raggiunto alle 6:30, con 8,29 m e una portata di 621 m³/s. Le banchine di Ponte Cavour, poste a quota 7,24 m s.l.m., risultano completamente allagate.
Anche il territorio della provincia di Latina è stato interessato da precipitazioni significative. Nel solo centro urbano di Latina, dal 1° gennaio alle ore 17 del 6 gennaio sono caduti circa 94 mm di pioggia, che si sommano ai 99,7 mm registrati nei giorni 23, 24 e 25 dicembre 2025. In soli nove giorni si è quindi accumulata una precipitazione pari a 193,5 mm, ovvero circa il 25% della pioggia che mediamente cade in un intero anno, pari a circa 752 mm. Un valore nettamente superiore alla media del mese di gennaio degli ultimi quattro anni (51,2 mm) e ancora molto elevato anche se confrontato con la media del periodo 2020–2025 (75,8 mm).
Gli eventi di questi giorni sono stati caratterizzati non tanto da picchi orari estremi quanto da piogge persistenti nel tempo. A Roma, i massimi valori orari registrati, pari a 14,8 mm alle ore 9:00 del 5 gennaio, rientrano in intensità pluviometriche deboli, così come a Latina, dove i massimi orari si sono attestati su 9,7 mm alle 7:00 del 23 dicembre e 8,8 mm alle 23:00 del 1° gennaio. Valori nettamente inferiori a quelli osservati in occasione di eventi estremi e di breve durata, come quello che ha colpito Valencia lo scorso anno, caratterizzati da precipitazioni orarie molto più intense e da effetti improvvisi e altamente distruttivi.
È importante sottolineare che eventi prolungati come quello in atto, pur potenzialmente critici, consentono una gestione più efficace dell’emergenza, poiché danno il tempo alle strutture di Protezione Civile di diramare allerte, attivare i presìdi territoriali e, se necessario, disporre evacuazioni preventive. Al contrario, gli eventi estremi di brevissima durata lasciano margini di reazione molto ridotti, aumentando significativamente il rischio per la popolazione.
D’altra parte, precipitazioni prolungate e distribuite nel tempo rappresentano anche una condizione favorevole per la ricarica delle falde e per il contrasto alla siccità, a differenza degli eventi brevi e molto intensi che, oltre a provocare danni al territorio, non apportano benefici significativi al sistema idrico. Non a caso, l’ATO 2 di Roma si trova da mesi in condizione di severità idrica media (allerta arancione) a causa delle scarse precipitazioni degli ultimi anni, unite alle elevate temperature e alle ondate di calore.
È quindi fondamentale continuare a investire su monitoraggio in tempo reale, manutenzione del reticolo idraulico e pianificazione basata su dati aggiornati, rafforzando il coordinamento tra istituzioni e strutture operative, per aumentare la resilienza dei territori e ridurre l’impatto di eventi che stanno diventando sempre più frequenti.
Leggi l'articolo completo su La Repubblica – cronaca di Roma di Marina de Ghantuz Cubbe
Leggi l'articolo completo su Il Messaggero – Edizione Latina a cura di Silvia Della Penna
Leggi l'articolo completo su Fanpage.it - a cura di Alessia Rabbai
