
Laghi di Albano e Nemi, ad Ariccia il punto sul piano per il riequilibrio idrico dei Castelli Romani
Si è svolto oggi, presso Palazzo Chigi ad Ariccia, il convegno “I Laghi di Castel Gandolfo e Nemi: il punto della situazione – Conoscenza, tutela e governance della risorsa idrica nei Castelli Romani”, dedicato allo stato dei bacini lacustri di Albano e Nemi e agli interventi in corso per la tutela della risorsa idrica nei Castelli Romani. L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato da AUBAC per la tutela dei laghi dei Castelli Romani, a partire dal Piano salva laghi, presentato in occasione del convegno “L’acqua un bene insostituibile. Salviamo i Laghi”, promosso dal Comune di Marino, e proseguito con l’incontro istituzionale svolto a Castel Gandolfo, dedicato alla tutela dei laghi e al confronto tra AUBAC, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, ACEA ATO2, Parco Regionale dei Castelli Romani e Comuni interessati. In quelle sedi l’Autorità aveva illustrato il lavoro del Tavolo tecnico interistituzionale, istituito e coordinato da AUBAC, per affrontare l’abbassamento costante dei livelli idrometrici dei laghi di Albano e Nemi, uno dei segnali più evidenti della crisi idrica che interessa l’area dei Colli Albani.
Il convegno di Ariccia ha rappresentato un ulteriore momento di aggiornamento e confronto operativo. Nel corso dell’incontro è stato illustrato lo stato di avanzamento del piano degli interventi finalizzati a ridurre progressivamente la pressione sulle idrostrutture dei Colli Albani e a riportare i laghi di Castel Gandolfo e Nemi verso condizioni di equilibrio. Il percorso coordinato da AUBAC punta a superare una logica meramente emergenziale, attraverso un insieme integrato di azioni conoscitive, gestionali e infrastrutturali: dalla riduzione dei prelievi che insistono sulle falde connesse ai bacini lacustri, al miglioramento della capacità del territorio di trattenere, regimare e restituire acqua, fino al monitoraggio costante degli effetti prodotti dagli interventi. Nel corso dell’incontro è stato ribadito il valore di una governance fondata su conoscenza scientifica, cooperazione istituzionale e programmazione. La tutela dei laghi di Albano e Nemi richiede infatti un’azione coordinata tra i diversi livelli istituzionali, capace di incidere sulle cause della crisi idrica e di accompagnare il risanamento dei bacini con strumenti di controllo, verifica e adattamento nel tempo.
All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali e amministratori del territorio. Dopo i saluti istituzionali di Gianluca Staccoli, Sindaco di Ariccia, Marco Silvestroni, Senatore della Repubblica, e Stefano Armati, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Velletri, sono intervenuti, tra gli altri, Marco Casini, Segretario Generale AUBAC, Marco Salis, Presidente ACEA ATO2, gli Assessori regionali Giancarlo Righini e Manuela Rinaldi, Francesco Nazzaro, Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Roma Capitale, Ivan Boccali, Presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani, Alberto De Angelis, Sindaco di Castel Gandolfo, e Alberto Bertucci, Sindaco di Nemi. A chiudere i lavori è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI. Il confronto di Ariccia conferma il ruolo di AUBAC come soggetto di coordinamento tecnico-istituzionale nella gestione della crisi idrica dei laghi dei Castelli Romani. Un lavoro che prosegue attraverso dati, pianificazione, collaborazione tra enti e interventi misurabili, con l’obiettivo di restituire equilibrio ai bacini di Albano e Nemi e garantire la tutela di un patrimonio ambientale centrale per l’identità e il futuro del territorio.
Rassegna stampa
Carta stampata:












